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Un odore fortissimo di pizza sale dalle scale e quasi mi travolge facendomi rotolare per terra. Sono 2 giorni che campo d'aria assorto tra pensieri,studio e paturnie e immerso in questo internet cafè romano ( sono tornato a Roma se non si fosse capito) cerco di trovare ristoro dopo una mattina trascorsa a vagabondare per le vie dell'Urbe. Ho un senso di nausea ( sì ho letto Sartre ma non c'entra ora) quasi costantemente e non vedo l'ora che arrivi il giorno degli esami. Mi annoio. Spero da quel giorno smetta di barricarmi tra i miei pensieri per riprendere quello straccio di vita sociale che normalmente mi consento. Mi annoio. La gente a Porta Portese era contenta di vedere cianfrusaglie in giro e di poterle acquistare a prezzi stracciati ( dicono loro) , tanta robina inutile per riempire tanto spazio vuoto in famiglie tristanzuole dai tanti tempi morti da riempire comprando tanta robina inutile per.....<br> Ok. Il problema è mio vediamo di non coinvolgere altri. Mi annoio. Oggi ho pure visto "Strade perdute" di Lynch per tirarmi su ma il risultato è stato gramo...(ovviamente direte voi pensando al film). Non vorrei essere menagramo di me stesso ma se vado avanti così qualche altro giorno casco per terra dalla noia. Hanno trovato morto Pantani...forse si annoiava pure lui. No,no...semmai gli altri si saranno annoiati di lui ,delle sue bugie e delle sue vewrità. Che tristezza. Mi annoio. Quasi quasi vado a mangiare un trancio di pizza.
postato da Chagall |
13:47 | commenti (7)
"THE LAST RAINDROP" by Robert C. Hartley
Questo romanzo ancora inedito nel nostro Belpaese è ormai divenuto un vero e proprio caso letterario nella lontana Nuova Zelanda. Un esordio letterario che ha rivelato il suo giovane autore al mondo della letteratura e posto sotto i riflettori dei media ancora una volta l'insopprimibile tematica dell'angst giovanile. L'autore, di appena 22 anni, ha abbandonato gli studi,la famiglia e la sua terra ( la Scozia ) da oltre tre anni e si è stabilito in un villaggio della Nuova Zelanda in cui è entrato in contatto con la realtà della società puritana simil-britannica dominante nell'isola e di quella ancora selvaggia dei Maori. La biografia di Hartley risulta interessante proprio perchè rappresenta il materiale grezzo su cui si fonda il plot di questa romanzo trasformatosi , nel giro di pochi mesi tramite passaparola, in cult per i giovani neozelandesi e vicini australiani ma che tra poco non stentiamo a credere riscuoterà il medesimo successo nella terra d'Albione e zone limitrofe; infatti , come è noto, compatti gli editori statunitensi hanno deciso di boicottare l'ingresso negli USA di simile materiale rovente non accettandone la pubblicazione. Ma cosa si nasconde dietro a tanto clamore? Il solito battage pubblicitario che trasforma un giovane brufoloso e insoddisfatto in nuova star della prosa a colpi di scandali? No. Per una volta no. Il romanzo di Hartley, infatti, trasuda sincerità da ogni singola riga che lo costituisce. La malinconia che , come notava Calvino, è tristezza divenuta leggera quì assume la forma di una passiva rivolta che conduce la rabbia repressa dei Maori in odio divenuto elefentiaco negli anni. Senza svelare troppo della trama possiamo dire che il libro tratta del crescente malessere adolesenziale del protagonista, un ragazzo insoddisfatto della propria vita attorniato da amici idioti, una famiglia lacerata al suo interno dalla presenza incombente d'una nonna vampira di sentimenti e ragazze sempre pronte a negargli il loro amore; l'unica valvola di sfogo del ragazzo è rappresentata da una famiglia maori dove si rifugia nei momenti di sconforto comunicando loro ,prevalentemente attraverso note canzoni rock anni '60 e poesie di Yeats, della sua situazione. Tutto ciò porterà attraverso un turbinio di tragicomiche vicissitudini alla creazione d'un fronte Maori per la salvaguardia del protagonista ( fronte ANGUIFERUMENED ), l'odio represso dei maori verso i bianchi si unirà all'odio del ragazzo verso l'umanità conducendoli ad un sanguinoso massacro nella capitale neozelandese al grido di : "viva la vita!". è evidente come agli occhi degli editor perbenisti targati USA questo irriverente romanzo possa essere sembrato troppo pericoloso e nella stessa Gran Bretagna si teme l'effetto che potrebbe causare sulla gioventù locale; intanto quì in Italia assistiamo alla finestra la vita di questo giovane autore e della sua opera sperando che in tempi meno bui di questi si riesca a trovarla in tutte le librerie. Per ora in attesa del mio quotidiano thè caldo non posso che raccomandarvi la lettura di questa fresca opera prima che esprime con parole nuove i vecchi temi dell'incomunicabilità tra generazioni, il tedio di vivere, il rapporto cannibalesco tipico della socialità , l'inconciliabilità dei sessi, il velato razzismo serepggiante nella borghesia e lo sfruttamento capitalista del Terzo Mondo. Insomma tutto il marciume di questa vita che dovrebbe velocemente spingerci al suicidio al grido di "viva la vita!".Speriamo che da domani nessun giovane sia più costretto ad inventarsi certe storie per esorcizzare paure così reali. IO postato da Chagall |
19:30 | commenti (3)
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